-Che cazzo di giornata! Che cazzo di fottuta giornata!
Sbraita un povero diavolo angustiato, incespicanto fra pozzanghere e mozziconi d'uomo.
-Maldetto Taskmaster...maledetta New York...Ahia! Maldetto barbone!
Inciampa sul corpo avvolto dai cartoni, un colpo secco, qualcosa di duro che quasi gli spacca lo stinco. Impreca nel silenzio e nel buio zoppicando. Si volta digrignando i denti. Taskmaster può prenderlo a calci in culo quanto vuole, ma non uno schifoso senza tetto. Poi lo vede e quasi piange. Non per dispiacere, figuriamoci, ma credeva di aver finito le lacrime molto tempo fa. Cio che colpisce il povero Larry è la paura...assieme all'odore acre e nauseabondo di un corpo in putrefazione.
-O-oddio- sussurra con un fil di voce - Oh Dio santissimo...-
L'uomo a terra con tutta probabilità non aveva più di cinquant'anni. Ora una lunga sbarra di metallo gli penetra nel petto per poi uscire dalla sommita del cranio...riesce a scorgere una sezione del tubo d'acciaio all'interno della bocca spalancata, giù in fondo, che perfora entrambe le mascelle, conficcandosi nel palato. Lo spettacolo è raccapricciante almeno quanto il tanfo che gli aggredisce le narici.
Larry indietreggia scosso da fremiti. Cade.
-Cristo...Cristo! Cri...BLEEEARGHH...!!!
Un conato di vomito interrompe ogni parola, inutile di per se. Non è giornata per Larry, non è proprio giornata.
Qualche ora più tardi è tornato al suo bilocale. Sta cercando di dimenticare l'orrore, il disgusto...ma non ci riesce. Tutto ciò che può distrarlo è il pensiero di un trip imminente. Esce con sedici buste da pochi grammi, una in più di quante ne piazza di solito, è per lui. Coca finissima, di ottima qualità. Ne ha bisogno, ne ha davvero bisogno, poi tutto andrà bene.
Il vicolo è stretto, una scala antincendio che porta al tetto di un palazzo di pochi piani, bidoni dell'immondizia, un vicolo cieco. Odia questa parte della città. Deve farsi...deve farsi. Apre la busta e gli tremano le mani, l'immagine del vecchio nella strada continua a comparirgli davanti agli occhi, è atroce, terribile, ma al tempo stesso non gliene frega niente, c'è solo il viaggio: coca, cucchiaio e accendino sotto quest'ultimo. Presto vedrà la luce...presto...e invece, suo malgrado, scende il buio.
Si risveglia in preda al dolore, col vento della notte che gli scompiglia i capelli sudati. Il sapore del sangue in bocca, un dente che balla. Qualcuno gli sta piegando il braccio.
-Aaagh! Che cazzo fai, brutto stronzo?!
Poi, per la seconda volta nella serata, quella sensazione. Una paura razionale ed irrefrenabile che gli stringe le budella.
-D-Devil??? Ti prego, non ho fatto niente, te lo giuro, assolutamente niente...
Si guarda intorno spaventato, capisce di non avere più coca nelle tasche, poi vede il vuoto sotto di se. Prega.
-Ti scongiuro, non è roba mia, la butterò, non farò mai più nulla del genere, puoi anche tenerla! Davvero!
Il dolore, di nuovo. Il braccio emette un rumore preoccupante, la sua gola un rantolo.
CITAZIONE
Dimmi dov'è. Dimmi dove si nasconde Mulligun.
E' tutto un incubo, uno stramaleddetto incubo. Così almeno crede Larry, per un solo istante lo crede davvero, con tutto se stesso. Ma il braccio cede con uno schiocco e capisce che il dolore è troppo vero per far parte di un sogno.
-AAAAHHGGGHHH!!! DIO MIO! NON LO SO DOVE SI TROVA, NON L'HO DETTO NEMMENO A TASKMASTER! DEI BARBONI PARLAVANO DEL TUO QUARTIERE, NULLA DI PIU', TI PREGO, LASCIAMI ANDARE!
Urla disperate di un uomo senza futuro. Non ora, non così. Che speranza più avere? Cosa può dargli ancora questo mondo? Per un secondo spera quasi che Devil lo getti da quel tetto...
Edited by Tatsumaki - 20/5/2009, 16:58