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| Nessun problema, la maturità mi avrebbe comunque impedito di fare post degni di tale nome  -TRAVEL- CITAZIONE -D'accordo, ragazzo, opteremo per la tua soluzione- Bene, il celebre mutante aveva dato il proprio assenso, siglando definitivamente la tipologia della sua prova: sarebbe stata lotta...E, Victor immaginava, lotta vera. Battendo le mani, come a sancire del tutto l'accordo, l'adolescente si alzò dalla propria poltrona, ed altrettanto s'apprestò a fare Gambit. Poi, come se un pensiero lo trattenesse alla poltrona, il mutante ritornò in posizione seduta:CITAZIONE -E, di grazia, come pensi di riuscire ad arrivare a qualche chilometro dalla costa? Hai già in mente un mezzo di trasporto?- Era un dubbio fondato, quello del mutante...Il problema era d'ordine pratico, ma non per questo meno rilevante. Victor non dubitava che Gambit fosse giunto da lui con un mezzo di trasporto personale: uno di quei Quinjet che si vedevano alla TV, o più probabilmente uno degli X-Jet usati di solito dagli allievi di Xavier. Tuttavia Victor doveva pur dimostrare di essere in grado di far fronte a problemi simili con i propri mezzi.-Ho in mente qualcosa, sì...Però la prima parte del viaggio sarà un po' scomoda, temo.-Facendo cenno all'eroe di seguirlo, Victor raggiunse il garage dell'abitazione, colmo di cianfrusaglie e paccottiglia varia. In mezzo a questo caos primordiale spiccava uno di quegli scooter tanto in voga tra i ragazzi di L.A.-In due ci staremo a malapena, ma l'importante è raggiungere il mare senza dare nell'occhio.-Detto questo porse a Gambit un casco dai colori un po' troppo sgargianti, accese il motore e partirono. Il viaggio per le strade assolate della Città degli Angeli si rivelò scomodo e lungo come previsto, e man mano che proseguivano, le vie si facevano meno popolate, più periferiche. Ormai erano ai limiti della città, e si poteva intravederne la skyline mozzafiato. Dinanzi a loro c'era una spiaggia pietrosa, completamente deserta: Non c'era di che stupirsi, visto che rifiuti di ogni genere la costellavano, e la rendevano più una discarica che una spiaggia. Osservando il mare e aguzzando la vista si poteva intravedere la figura di una nave, il relitto di cui il giovane aveva parlato. Ora non restava che attraversare quei pochi chilometri d'oceano.
Sceso dal veicolo, Victor si diresse verso l'acqua, attendendo che Gambit lo seguisse; poi, come dal nulla, estrasse di tasca un telecomando, che prontamente attivò...Trascorsero alcuni minuti, finchè un gigantesco spruzzo d'acqua eruttò dal mare...Tuttavia non si vedeva nulla. Victor sussurrò alcune parole e, come per incanto, un grande veicolo meccanico comparve alla vista dei due: era di colore verde ed aveva le fattezze di un anfibio.-Questa è la Rana...Era in modalità "occultamento"...E' un piccolo suovenir dei miei trascorsi con i Figli d'Orgoglio. Non ero io il pilota e so manovrarla solo in modalità acquatica...Però per i nostri scopi è sufficiente.-Una volta saliti a bordo, il buffo veicolo li avrebbe condotti fino al relitto, affiancandosi ad una scaletta della naveed aprendo il portellone. Il tragitto fun molto più breve e comodo rispetto al primo...Una voce metallica disse:- Spero che il viaggio sia stato gradevole, Signorino Mancha, Mister LeBeau.-Victor ordinò al veicolo di stazionare nelle vicinanze, mantendosi in modalità Stealth; dopodichè, assieme al proprio mentore, salì la scaletta della nave e raggiunse il ponte esterno. Era un gigantesco ponte principale, fatto di metallo ormai arrugginito, cianfrusaglie, olio rappreso e ciarpame. Lo spazio piano, grande diverse decine di metri, offriva il teatro ideale per uno scontro.
Deciso a dare inizio alla sfida, l'adolescente si mise di fronte a Gambit , a una decina di metri di distanza. -Quando vuole, Senor Gambit. A lei la prima prima mossa!-Chiedo scusa per essermi preso la libertà di descrivere le azioni di Gambit...Ho pensato di risparmiare post inutili sul momento del viaggio... Christmas Set

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