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RoboKid, 10100011
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Los Angeles, California.

Un nuovo viaggio era stato intrapreso dall'X-Men, il quale ora si trovava nella soleggiata cittadina californiana. La sua ricerca di nuovi talenti per conto dello Xavier's Institute lo aveva portato dall'altra parte del paese, nella costa ovest. Era nella periferia di L.A. che viveva infatti la persona per la quale Remy aveva preso in prestito l'X-Jet. Sarebbe stata una buona statistica aver calcolato quanti eroi, in seguito allo scoppio della Grande Guerra, abbiano trovato rifugio nella zona che un tempo chiamavano
casa.
Un'abitazione distinta, confortevole e moderna corrispondeva all'indirizzo che era stato comunicato al mutante. Un ragazzo solare, dai lisci capelli castani, stava tranquillamente annaffiando il giardino davanti alla piccola villetta. I raggi di luce si riflettevano sui tulipani gialli e sugli arbusti dalle foglie umide.


- Splendida giornata, non trovi, Victor? -

Il mutante indossava stranamente abiti civili. Probabilmente non era sua intenzione dare troppo nell'occhio, ma era anche probabile che il solito impermeabile utilizzato per coprire la propria X-Suit sarebbe stato alquanto scomodo con le temperature presenti in quel luogo.
Sorrise al ragazzo, mentre si avvicinava alla bianca staccionata di legno, poggiandovi le mani sopra ed ammirando la cura del piccolo giardino.


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-BROKEN PEACE-


§ Verde: Pensieri §
- Blu: Parole-

§Che cavolo di sole... §

Non c’è niente di peggio di un’estate nella Città degli Angeli: reclusi e avvinti nella canicola estiva, gli abitanti di L.A. non possono fare altro che cercare refrigerio in qualche spiaggia, o sotto le fronde di qualche parco cittadino.
Era per questo che Victor stava nel suo giardino, occupandosi delle sue piante? Oppure questo suo passatempo era un modo per dimostrare che era in grado di creare qualcosa, oltre che distruggere? Oppure, ancora, voleva semplicemente tenersi occupato per evitare di trovarsi solo coi propri pensieri?
Spesso brandelli di ricordi balenavano nella sua mente, ricordi di amici perduti, di paure mai sopite, di amori lontani...E di poteri.


§ Già, i miei poteri... §



Da quanto tempo non li usava, ormai? Per quanto si sforzasse, Victor non riusciva a ricordarsene...Come se la cosa avesse una qualche importanza, poi: Ora viveva una vita tranquilla...Beh, tranquilla quanto può essere la vita di un adolescente a L.A...
Ora Ultron apparteneva al passato, i piani di devastazione globale che il robot aveva inserito in lui cancellati.

§Quanto tempo è passato...§


Ma la fragile calma che il Cyborg si era costruito sarebbe presto andata in frantumi, con l’arrivo, di lì a poco, di una figura misteriosa. Il giovane era così preso dall’innaffiare i suoi splendidi tulipani gialli, che neanche s’era accorto del suo arrivo.
CITAZIONE

-Splendida giornata, non trovi, Victor?-


Victor lo osservò, schermandosi con la mano dai raggi abbaglianti del sole: Era un uomo qualunque, in abiti civili, che normalmente sarebbe passato inosservato...Ma il giovane aveva sempre avuto la passione per i supereroi, e non ebbe difficoltà a riconoscerlo:

-M-madre de Dios! Io ti conosco! T-Tu sei Remy LeBeau!...Cioè...Gambit!


Victor, ancora sorpreso, abbassò la voce d’improvviso, pensando che forse il mutante non voleva essere notato...Intanto l’X-Men se ne stava lì, appoggiato alla candida recinzione, ammirando le piante di quel angolo di verde.

§ Ehi, aspetta, come sa il mio nome? Cioè, voglio dire, come fa a conoscermi? Che sappia anche dei miei poteri? Non sono neanche un mutante...Oddio, ancora non ci credo, sto parlando con una leggenda vivente!
Aspetta...Gert diceva sempre di non fidarsi degli adulti...E se fosse venuto qui per farmi fuori prima che io diventi una macchina assassina?...Nah, gli X-Men non uccidono...O almeno così dicono...E poi è un eroe, cavolo!
Beh…Certo che non posso restare qui impalato come uno stoccafisso! Dovrò dire qualcosa, o sembrerò un imbecille!§


-Co-come p-posso aiutarla, signor Gambit?



§Wow, proprio quel che ci voleva per sembrare un imbecille...§


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view post Posted on 27/5/2008, 19:05Quote
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Remy non poté far altro che lasciarsi andare in un enorme sorriso. Ripensando alla cosa, era molto tempo che non lo faceva e tutti gli altri erano stati sorrisi di circostanza, ma mai ipocriti; buona educazione per interloquire amichevolmente con persone appena conosciute.
Il mutante non si indispettì molto per aver sentito pronunciare ad alta voce il proprio. Era forse la prima volta che durante uno dei suoi viaggi veniva riconosciuto dalla persona di cui era andato alla ricerca. Inoltre, sebbene avesse tentato di mascherare il proprio aspetto indossando abiti civili, ad un attento osservatore non sarebbero sfuggite le intense iridi carminie che in passato gli costarono un'infanzia infelice.
Distolse lo sguardo dalla macchia verde e lo indirizzò verso il ragazzo. Vedendolo alquanto in imbarazzo, decise di rispondergli il più celermente possibile, eliminando il sorriso, ma mantenendo un tono amichevole.



- ça n'a pas d'importance, Victor. Sono io qui per aiutare te. -


Non aggiunse altro. Intendeva dapprima cercare di sondare la mente del ragazzo. Sapeva benissimo di non essere un telepate, ma il potenziale empatico che possedeva, lo rendeva spesso in grado di intuire da semplici gesti o espressioni ciò che una persona aveva in mente di fare.
Levò la mano destra dalla staccionata e la infilò nella tasca dei jeans. Incrociò le gambe e si sorresse in equilibrio con la sola mano sinistra appoggiata al bianco legno.




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-SMILES AND LIES-


Victor osservava ancora il mutante di New Orleans, in attesa di una sua risposta, e soppesava ancora i possibili propositi che avrebbero potuto portare uno come Gambit in quel angolo di periferia californiana; poi, vide un sorriso sincero allargarglisi sul viso, e gli occhi rossi del mutante posarsi su di lui:

CITAZIONE
-Ca n'a pas d'importance, Victor. Sono io qui per aiutare te.-

Detto ciò Gambit incrociò le gambe, appoggiandosi alla staccionata con la mano sinistra, come a mettersi in una posizione più comoda. L’uomo non aveva aggiunto altro, sebbene le sue parole fossero più che mai enigmatiche...L’ X-Men era qui per aiutarlo? Aiutarlo in che cosa? E soprattutto perché? Che obbligo aveva nei suoi confronti? Lui non era neanche un mutante...
Intanto che la sua mente semi-robotica era al lavoro, Victor poteva sentire l’imbarazzo iniziale andare scemando...Ormai si era abituato all’idea di star parlando con una leggenda vivente: Ora era tranquillo, la sua flemma abituale ripristinata.
Fece un respiro.

-Aiutarmi? Con tutto il rispetto, Senor Gambit, non credo di capire cosa intenda...-

Visto che Gambit sembrava conoscere molto di lui, era pressoché certo che fosse a conoscenza dei suoi poteri, della sua natura di Cyborg...Ora che finalmente aveva trovato un po’ di tranquillità, eccola già svanire...Dannazione...
La sana diffidenza per gli adulti che aveva accompagnato la militanza con i Figli d’Orgoglio era ancora presente in lui, e si scontrava con il rispetto che nutriva per l’eroe...Alla fine il primo ebbe la meglio: Avrebbe bluffato...Anche perché non poteva sapere che conseguenze avrebbe avuto sui suoi ex-compagni di squadra, la conversazione. In secondo luogo lo spettro di Ultron ancora lo turbava, spingendolo a tenersi lontano da super-umani.
Con l'espressione più distesa possibile, Victor disse:


-Se è qui per i miei poteri, non ne sono più in possesso...-


In base a ciò che Victor ricordava, la mutazione dell’X-Men non gli garantiva abilità telepatiche; tuttavia non conosceva i suoi poteri nei dettagli...A quel punto il ragazzo poteva soltanto confidare nelle proprie doti recitative...E sperare che l’eroe non lo scoprisse.

§ Sto cercando di ingannare un X-Men? Devo essermi completamente rimbecillito...Speriamo solo che il regolatore interno non faccia scherzi. Ci mancherebbe una qualche scintilla involontaria proprio adesso...§



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view post Posted on 28/5/2008, 13:39Quote
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Remy era stato volontariamente enigmatico nel rispondere al ragazzo. La reazione che ricevette fu una legittima domanda di puro stupore e di incertezza.
La risposta della ragazzo era stata naturale e spontanea, ma non si poteva dire lo stesso della seconda frase che pronunciò dopo pochi secondi di intervallo.


CITAZIONE
-Se è qui per i miei poteri, non ne sono più in possesso...-

Il mutante reagì a quest'ultima affermazione con uno sguardo ed un'espressione meravigliata ed al contempo pressoché incredula e scettica. Victor era stato decisamente intuitivo: l'X-Man si era recato in L.A. per avvicinare il ragazzo alla propria causa ed il motivo erano i suoi straordinari poteri. Sebbene l'iniziale imbarazzo fosse svanito ed il ragazzo sembrasse convinto della propria risposta, Remy non fu del tutto convinto dalle parole del proprio interlocutore.


§ Come diavolo fa un cyborg a perdere i propri poteri? §

Questo fu il primo pensiero che si stagliò nella mente del mutante. L'interrogativo che aveva in mente si esternò sul viso con un'espressione corrucciata.


- C'est la vie. Conoscendo la tua passione per i supereroi avrei voluto presentarti Capitan America o persino Thor, ma dubito che all'Istituto possano accettare un powerless... -

Lasciò volutamente il discorso in sospeso. Riacquistò l'equilibrio su entrambe le gambe e staccò la mano sinistra dalla staccionata. Si voltò, accennò un passo e fece per andarsene, sperando di essere richiamato indietro dalla voce del ragazzo.



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view post Posted on 28/5/2008, 15:52Quote
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-WAIT JUST A SEC!-


CITAZIONE
- C'est la vie. Conoscendo la tua passione per i supereroi avrei voluto presentarti Capitan America o persino Thor, ma dubito che all'Istituto possano accettare un powerless... -

Le parole rimasero sospese nell'aria per diversi istanti...L'aveva convinto? Evidentemente sì, visto che il mutante di New Orleans si stava chiaramente muovendo per andarsene...Ma...
Tutto qui?
Era veramente così facile ingannare uno come Remy LeBeau? Uno che era vissuto per le strade per anni?
No, sarebbe stato troppo "bello" per essere vero. Pensandoci lucidamente a posteriori, Vic s'accorse di non aver ingannato proprio nessuno.
E poi l'ultima frase del mutante...non era stato un chiaro tentativo di provocare una reazione in Victor? Sapeva quali corde toccare...

L'annaffiatoio metallico, usato poco prima dal giovane Mancha, si parò d'improvviso davanti a Gambit, fluttuando e galleggiando nell'aria, come se volesse fermarlo.
Alle spalle del mutante giunse la voce di voce di Victor; i suoi occhi brillavano di un azzurro intenso, come sempre accadeva quando manifestava i suoi poteri:


-Senor! Chiedo scusa per aver cercato di ingannarla...Ma visto che sa tante cose di me, saprà anche dei miei problemi di...eredità paterna...Quindi capisce...Ma perchè non entra un attimo in casa e parliamo con calma?-


Ascoltare ciò che il mutante aveva da dire non avrebbe fatto male a nessuno, in fondo...Al limite lo avrebbe congedato, semplicemente...

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L'annaffiatoio si stagliò a qualche centimetro dal volto di Remy e gli bloccò la strada, invitandolo a fermarsi. Un sorriso compiaciuto iniziò a formarsi sul suo viso, ma stava ancora dando le spalle al ragazzo e questi non avrebbe potuto notarlo. Rimase girato finché Victor non ebbe finito di parlare, scusandosi ed invitando il mutante ad entrare in casa propria.
Afferrò l'annaffiatoio a mezz'aria, si voltò ed attraversò la piccola apertura nella staccionata che portava al sentiero ciottolato che conduceva sino alla porta d'ingresso attraversando il giardino. Arrivato di fianco al ragazzo, gli porse l'affiatoio.


- Ne sois pas desolé. -


Dopodiché si avviò all'interno dell'abitazione, seguito dal ragazzo.
Il soggiorno dalle pareti bianche e solari era decisamente accogliente. L'X-Man decise di sedersi su di una elegante poltrona di pelle, constatandone la comodità. Dopo che il ragazzo si fu sistemato e messo in ascolto del mutante, quest'ultimo proseguì nella discussione.


- Victor, sono a conoscenza dei tuoi precedenti disguidi in famiglia, ma non credo che essi possano avere tutt'ora riscontri negativi. Sei un ragazzo intelligente ed avrai capito che la mia non è una visita di piacere. Purtroppo numerosi supercriminali sono di nuovo all'opera e minano la stabilità di questo periodo di stallo che è venuto a crearsi in questi anni. Abbiamo bisogno di giovani talenti come il tuo per far fronte a questa rinnovata minaccia. -

Vic si era dimostrato arguto ed intelligente. Avrebbe capito quanto sentite erano le parole pronunciate dal mutante e quanto realmente ogni minimo contributo avrebbe giovato alla loro causa.


Perdonami se mi sono permesso di descrivere alcune tue azioni, ma ho pensato che per il momento fosse opportuno velocizzare questo piccolo passaggio ed evitarti un post pressoché inutile. Puoi in ogni caso riprendere le tue impressioni e i tuoi pensieri legati alle azioni da me descritte.




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view post Posted on 2/6/2008, 10:56Quote
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-JOINING-


Il mutante a quanto pare aveva accettato le scuse del ragazzo: camminando verso di lui e raggiugendolo gli restituì l'innaffiatoio; poi, i due si accomodarono nel salotto dell'abitazione, e Remy cominciò a parlare, sentitamente e seriamente:

CITAZIONE
- Victor, sono a conoscenza dei tuoi precedenti disguidi in famiglia, ma non credo che essi possano avere tutt'ora riscontri negativi. Sei un ragazzo intelligente ed avrai capito che la mia non è una visita di piacere. Purtroppo numerosi supercriminali sono di nuovo all'opera e minano la stabilità di questo periodo di stallo che è venuto a crearsi in questi anni. Abbiamo bisogno di giovani talenti come il tuo per far fronte a questa rinnovata minaccia. -

Il cuore gli sembrava bruciare nel petto: godere della fiducia di un uomo simile, del suo rispetto, era qualcosa di indescrivibile per Vic...Si trovò a rivalutare con occhi diversi il suo ultimo periodo di "inattività".
"Da grandi poteri derivano grandi responsabilità"...Già, responsabilità: lui aveva poteri, ed era moralmente tenuto ad usarli per aiutare chi ne avessse avuto bisogno. Invece no, aveva permesso che la paura di sè stesso lo bloccasse.
Ora basta. Se avesse dato di matto, sarebbe bastato friggergli i circuiti. Punto. Nel frattempo avrebbe usato i suoi poteri per fare del bene.


-Sarà un onore lavore con lei, senor LeBeau...E con tutti gli altri...Sono pronto a qualsiasi test o prova che vogliate!-

Dopodichè, gli occhi fissi sul mutante, attese nuovi sviluppi.

Chiedo scusa per il ritardo, la scuola sembra volermi istigare all'omicidio-suicidio in 'sti giorni T_T

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view post Posted on 4/6/2008, 17:36Quote
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La risposta di Victor fu soddisfacente per il mutante. Il suo entusiasmo era lodevole, sebbene fosse naturale in quanto tutto ciò era per lui un sogno che diveniva realtà.
Remy continuò la conversazione con tono meno serioso, ma in ogni caso deciso.


- Très bien. A dir la verità un piccolo test sarebbe d'uopo in queste situazioni. Sta a te decidere se darmi una prova delle tue capacità con semplici esercizi di controllo del tuo potere o tentare di effettuare un breve scontro con il sottoscritto. Tuttavia in entrambi i casi avremo bisogno di un luogo isolato e nascosto... -


Il mutante lasciò il discorso in sospeso con aria pensosa. Non conosceva affatto quella zona della costa occidentale e non avrebbe saputo individuare un luogo adatto alla loro situazione. Così scrutò per bene il ragazzo, alzando di poco il sopracciglio, aspettando un aiuto o un consiglio da parte sua.



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view post Posted on 6/6/2008, 14:20Quote
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-A PLACE FOR A TEST-



CITAZIONE
-Très bien. A dir la verità un piccolo test sarebbe d'uopo in queste situazioni. Sta a te decidere se darmi una prova delle tue capacità con semplici esercizi di controllo del tuo potere o tentare di effettuare un breve scontro con il sottoscritto. Tuttavia in entrambi i casi avremo bisogno di un luogo isolato e nascosto... -

Queste le parole del mutante in risposta al ragazzo: come prevedibile sarebbe stata necessaria una piccola prova...Semplice dimostrazione o combattimento? Stava a Victor decidere.

§ Forse un combattimento è la scelta più azzeccata, meglio mostrare i miei poteri in una situazione di pericolo reale...Almeno si saprà con precisione quello che posso fare in una lotta vera... §

Certo, era necessario trovare un luogo appartato, dal momento che i poteri di entrambi i super-esseri tendevano a essere un po' "vistosi": naturalmente la conoscenza di Gambit riguardo la West Coast era limitata, provenendo lui dalla East Coast. Ma forse Vic aveva in mente un posticino adatto...

-Sceglierei il combattimento, se non ha obiezioni, senor Gambit. Quanto al posto, a sud, a pochi chilometri dalla costa dovrebbe esserci un vecchio relitto incagliato...E' una petroliera abbandonata lì da decenni...Potremmo combattere sul ponte...Che ne dice?-

Poi tacque, aspettando solo il segnale per partire, e preparandosi già all'imminente sfida...Appena arrivato sarebbe già stato pronto a duellare.


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Mi scuso profondamente per il disagio che ho provocato con la mia assenza.


Remy ascoltò interessato le considerazioni di Victor. La sua scelta non sorprese molto il mutante, ma fece notevolmente accrescere la sua stima nei confronti del ragazzo. Apprese le indicazioni di un possibile posto isolato dove mostrare le proprie abilità, l'X-Man assecondò la proposta con un lieve cenno del capo.


- D'accordo, ragazzo, opteremo per la tua soluzione. -

Il mutante fece per alzarsi dalla poltrona sulla quale era seduto, ma interruppe improvvisamente l’azione quando gli tornarono in mente le parole del giovane.


CITAZIONE
Quanto al posto, a sud, a pochi chilometri dalla costa dovrebbe esserci un vecchio relitto incagliato...

Remy, il quale si era sorretto per qualche istante con il solo ausilio delle mani sui braccioli della poltrona, ritornò agiatamente a posarsi sul largo cuscino del proprio seggio.


- E, di grazia, come pensi di riuscire ad arrivare a qualche chilometro dalla costa? Hai già in mente un mezzo di trasporto? -

Il mutante aveva già pensato ad una soluzione di riserva nel caso Victor non avesse ponderato l’eventualità del modo in cui sarebbero riusciti a raggiungere la propria meta. L’alternativa sarebbe stata l’X-Jet con il quale Remy aveva raggiunto L.A. e che ora si trovava a parecchi metri sopra le loro teste in modalità stealth. Si sarebbe trattata in ogni caso di una decisione al limite, in quanto l’X-Man riteneva che il ragazzo non fosse ancora pronto per un contatto così diretto con il nuovo mondo in cui sarebbe venuto a trovarsi a breve e avrebbe preferito dunque lasciar evolvere la situazione per piccoli gradi.




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view post Posted on 28/6/2008, 12:42Quote
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Nessun problema, la maturità mi avrebbe comunque impedito di fare post degni di tale nome :sisi:


-TRAVEL-



CITAZIONE
-D'accordo, ragazzo, opteremo per la tua soluzione-

Bene, il celebre mutante aveva dato il proprio assenso, siglando definitivamente la tipologia della sua prova: sarebbe stata lotta...E, Victor immaginava, lotta vera.
Battendo le mani, come a sancire del tutto l'accordo, l'adolescente si alzò dalla propria poltrona, ed altrettanto s'apprestò a fare Gambit.
Poi, come se un pensiero lo trattenesse alla poltrona, il mutante ritornò in posizione seduta:


CITAZIONE
-E, di grazia, come pensi di riuscire ad arrivare a qualche chilometro dalla costa? Hai già in mente un mezzo di trasporto?-

Era un dubbio fondato, quello del mutante...Il problema era d'ordine pratico, ma non per questo meno rilevante.
Victor non dubitava che Gambit fosse giunto da lui con un mezzo di trasporto personale: uno di quei Quinjet che si vedevano alla TV, o più probabilmente uno degli X-Jet usati di solito dagli allievi di Xavier.
Tuttavia Victor doveva pur dimostrare di essere in grado di far fronte a problemi simili con i propri mezzi.


-Ho in mente qualcosa, sì...Però la prima parte del viaggio sarà un po' scomoda, temo.-

Facendo cenno all'eroe di seguirlo, Victor raggiunse il garage dell'abitazione, colmo di cianfrusaglie e paccottiglia varia. In mezzo a questo caos primordiale spiccava uno di quegli scooter tanto in voga tra i ragazzi di L.A.

-In due ci staremo a malapena, ma l'importante è raggiungere il mare senza dare nell'occhio.-

Detto questo porse a Gambit un casco dai colori un po' troppo sgargianti, accese il motore e partirono.
Il viaggio per le strade assolate della Città degli Angeli si rivelò scomodo e lungo come previsto, e man mano che proseguivano, le vie si facevano meno popolate, più periferiche.
Ormai erano ai limiti della città, e si poteva intravederne la skyline mozzafiato. Dinanzi a loro c'era una spiaggia pietrosa, completamente deserta: Non c'era di che stupirsi, visto che rifiuti di ogni genere la costellavano, e la rendevano più una discarica che una spiaggia.
Osservando il mare e aguzzando la vista si poteva intravedere la figura di una nave, il relitto di cui il giovane aveva parlato. Ora non restava che attraversare quei pochi chilometri d'oceano.

Sceso dal veicolo, Victor si diresse verso l'acqua, attendendo che Gambit lo seguisse; poi, come dal nulla, estrasse di tasca un telecomando, che prontamente attivò...Trascorsero alcuni minuti, finchè un gigantesco spruzzo d'acqua eruttò dal mare...Tuttavia non si vedeva nulla.
Victor sussurrò alcune parole e, come per incanto, un grande veicolo meccanico comparve alla vista dei due: era di colore verde ed aveva le fattezze di un anfibio.


-Questa è la Rana...Era in modalità "occultamento"...E' un piccolo suovenir dei miei trascorsi con i Figli d'Orgoglio. Non ero io il pilota e so manovrarla solo in modalità acquatica...Però per i nostri scopi è sufficiente.-

Una volta saliti a bordo, il buffo veicolo li avrebbe condotti fino al relitto, affiancandosi ad una scaletta della naveed aprendo il portellone. Il tragitto fun molto più breve e comodo rispetto al primo...Una voce metallica disse:

-Spero che il viaggio sia stato gradevole, Signorino Mancha, Mister LeBeau.-

Victor ordinò al veicolo di stazionare nelle vicinanze, mantendosi in modalità Stealth; dopodichè, assieme al proprio mentore, salì la scaletta della nave e raggiunse il ponte esterno.
Era un gigantesco ponte principale, fatto di metallo ormai arrugginito, cianfrusaglie, olio rappreso e ciarpame. Lo spazio piano, grande diverse decine di metri, offriva il teatro ideale per uno scontro.

Deciso a dare inizio alla sfida, l'adolescente si mise di fronte a Gambit , a una decina di metri di distanza
.

-Quando vuole, Senor Gambit. A lei la prima prima mossa!-

Chiedo scusa per essermi preso la libertà di descrivere le azioni di Gambit...Ho pensato di risparmiare post inutili sul momento del viaggio...






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Remy ascoltò la breve risposta del ragazzo che sembrò alquanto vaga, ma capì immediatamente che Victor aveva già ideato qualcosa per sovvenire il loro trasposto sino al relitto.
Seguì il giovane fuori dall'abitazione e lo osservò aprire il proprio garage, mostrando al mutante quello che sarebbe stato il loro mezzo di trasporto: uno scooter stile vintage. Quando poi il ragazzo porse all'X-Man un vecchio casco troppo colorato, questi ne rimase stupefatto.


- Quoi? Tu rigoles! -

Notando che l'espressione di Victor era in realtà seria, Remy si rassegnò, infilò il casco in testa e si fece trasportare dal ragazzo attraverso la grande città, fino alla costa, dalla quale in lontananza si poteva notare la grande imbarcazione sulla quale sarebbe avvenuto il loro addestramento.
Quando d'un tratto il mutante vide spuntare dalle acque dell'oceano davanti a sé un'enorme rana verde, non poté far altro che rimanere attonito.


- Mon Dieu! ... Ma che diavolo è? -

La risposta del ragazzo fu esaustiva, ma ciò non tolse la meraviglia dagli occhi dell'X-Man.


CITAZIONE
-Questa è la Rana...Era in modalità "occultamento"...E' un piccolo suovenir dei miei trascorsi con i Figli d'Orgoglio. Non ero io il pilota e so manovrarla solo in modalità acquatica...Però per i nostri scopi è sufficiente.-

Remy rimase in ogni caso nervoso per l'improvvisa apparizione di quello strano macchinario e acconsentì reticente di salire a bordo.
Fortunatamente il viaggio fu breve e quando si aprì il portellone, salì le scalette a lato dello scafo della grande nave fino a raggiungere lo spazioso ponte principale del relitto.
Si guardò attorno e si accese una sigaretta per rilassarsi. Quando vide il ragazzo già pronto ed intenzionato ad iniziare il loro breve scontro, rispose pacatamente alle parole entusiaste di Victor.


- Non ho intenzione di muovermi finché non avrò finito questa sigaretta. Sono curioso di vedere se riuscirai ad impedirmelo. -

Non si trattava realmente di una sfida così difficoltosa: far spostare una persona avendo a disposizione mezzi superumani non dovrebbe essere stato così difficile. In ogni caso Remy con quelle parole volle spronare il ragazzo a fare del suo meglio.




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-FERRAMENTA-


All'entusiasmo adolescenziale di Victor, il mutante oppose una pacatezza e una flemma granitiche: per nulla impaziente Gambit si concesse una sigaretta, come a rilassarsi...Giustamente, pensò il ragazzo: Non era Remy LeBeau colui che doveva dimostrare qualcosa.

CITAZIONE
-Non ho intenzione di muovermi finché non avrò finito questa sigaretta. Sono curioso di vedere se riuscirai ad impedirmelo-



Victor abbozzò un mezzo sorriso, suscitato dall'interessante variazione sul tema.
Il giovane cyborg chiuse gli occhi per un breve istante...Quando li riaprì un particolare bagliore azzurro li avvolgeva intensamente
.

Era trascorso molto tempo dall'ultimo uso dei suoi poteri in una situazione di combattimento, e non era ancora del tutto certo dei propri limiti/possibilità...Forse, per iniziare, ciò che intendeva fare sarebbe stato troppo...

§ Sfiancante. Se ce la faccio, domani avrò bisogno di una bella dormita... §

Lievi scariche elettriche balenavano dalle sue mani: Era chiaro che avrebbe fatto ricorso ai suoi poteri di elettromagnetismo...Ma tale potere offre una varietà notevole di attacchi, e forse poteva sorprendere Gambit...

Concentrandosi, Victor spinse i suoi poteri magnetici lungo il ponte, dietro il nemico, raccogliendo, svitando ed estraendo più viti e i bulloni che poteva.
Non erano molti, poco più di una trentina, e ora fluttuavano alle spalle del mutante. Quando Victor fu pronto le diresse verso il nemico con tutte le sue forze, nella speranza di colpirlo in piena schiena. Una specie di raffica di proiettili.


§ Speriamo non se ne sia accorto... §

Naturalmente il piano aveva delle falle: al fallimento dell'effetto sorpresa si sommava la difficoltà di manipolare oggetti così piccoli: la precisione non era garantita, e comunque la velocità impressa ai "proiettili" non li rendeva così pericolosi...In defintiva era come una salva di proiettili di gomma.

La schiena del mutante era ormai a portata di attacco...Che sarebbe successo?

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view post Posted on 12/8/2008, 16:28Quote
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Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 19:51, 22 minuti fa


Dopo le parole di sfida lanciate a Victor, Remy portò lo sguardo in direzione del limpido mare cristallino ed aspirò un altro po' di fumo dalla sigaretta che teneva nella mano sinistra. Dopo pochi secondi il suo sguardo fu irrimediabilmente attratto da un bagliore di un azzurro così intenso che sovrastava quello del mare che li circondava. Quella scintilla proveniva dagli occhi del ragazzo, segno dell'attivazione dei suoi poteri. Piccole saette azzure si intrecciavano sui palmi delle sue mani.


- Molto bene... -

L'X-Man rimase all'erta. Una tenue, ma continua vibrazione venne avvertita dal mutante per breve tempo qualche metro dietro la sua schiena, sul ciglio del ponte della nave. Un cigolìo proveniente dal parapetto alle sue spalle gli fece intuire la prospettiva di un attacco a sorpresa. Decise improvvisamente di voltarsi e vide una trentina di viti e bulloni fluttuare nell'aria a qualche metro dalla sua persona. D'un tratto questi iniziarono a precipitarsi verso di lui ad una velocità sostenuta.


§ Oh, £$%&! §

Remy fu costretto ad intraprendere un'azione elusiva in quanto egli stesso non conosceva la potenza di quei "proiettili" e l'entità delu danno che avrebbero potuto provocare. Per qesto motivo il mutante poggiò la mano sinistra a terra e diede una forte spinta con le gambe in modo da compiere una rotazione portando quest'ultime in aria e utilizzando la mano come perno a terra. Questo gesto gli permise in poco tempo di spostarsi alla sua sinistra per qualche metro necessario ad evitare la traiettoria degli oggetti metallici.
L'X-Man riprese una posizione eretta. Notò che la sigaretta che teneva in mano si era spenta. Probabilmente deve averle fatto toccare terra mentre eseguiva quell'evoluzione.


- Questa non è più buona ormai. -

Caricò di parecchia energia cinetica il mozzicone di sigaretta tenuto nella mano sinistra. Si apprestò a lanciarlo contro lo sciame di proiettili, il quale, continuando sulla sua traiettoria, si era portato tra Remy e Vic. Appena il mozzicone lasciò la mano sinistra del mutante rilucendo di un'aura violacea, la sua mano destra raggiunse la tasca posteriore dei pantaloni dalla quale estrasse un Jack di picche.
Le azioni del mutante avevano lo scopo di destabilizzare dapprima il campo elettromagnetico che permetteva a Victor di controllare viti e bulloni a mezz'aria tramite l'esplosione cinetica ottenuta con il mozzicone di sigaretta; in seguito testare la sua prontezza di riflessi, lanciando una carta che non sarebbe esplosa.


- Obiettivo numero uno: spostarmi. Completato.
Obiettivo numero due: schiva questa.
-

La mira di Remy di era affinata con anni di addestramento. La distanza era minima, il lanciatore e ed il bersaglio entrambi statici. Soltanto l'elusività del bersaglio poteva far in modo che la carta non colpisse il petto del ragazzo al quale questa era stata indirizzata con violenza.



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